Varie

Equitalia – Cerit

2009: tassa sui rifiuti: trentasei euro. Pago immediatamente. Un mese dopo, nuovo bollettino a mio nome, recapitato stavolta a casa dei miei: trentasei euro. Pago di nuovo.  Ricevo un avviso di “pagamento eccessivo”,  mi reco allo sportello dove il credito, non rimborsabile, viene usato a copertura della rata successiva, mi stampano un foglio con scritto “saldo dovuto per il 2009: euro zero”. Un mese fa, arriva una raccomandata, a casa dei miei, la riceve mio padre. Mi si informa che se non corrispondo i trentasei euro dovuti (!) entro venti giorni, sarò passibile di pignoramento, sanzioni, interessi. Intanto i trentasei euro sono già diventati cinquantaquattro. Un giorno di telefonate. Equitalia conferma che sono in regola ma che non comunicano con Cerit, incaricata della riscossione, pertanto mi conviene pagare i cinquantaquattro euro e poi fare ricorso. Per fare ricorso, occorre un legale, la documentazione, un appuntamento in ufficio, l’autocertificazione dell’utenza e un sacco di altre assurdità tutte, secondo me, riassumibili in quel foglio in cui si dice che ho pagato due volte di seguito, tanto da essere a credito! Ebbene, niente da fare. Pago i cinquantaquattro euro. Ieri ricevo una nuova raccomandata, misteriosamente, ancora a casa dei miei. “Gentile Sig. masmassy, la informiamo che la scorsa raccomandata è stata ritiriata da un individuo qualificatosi come PADRE. Qualora non lo fosse, decliniamo ogni responsabilità”.  Ammutolisco.