Cina, Cina, Trekking, Viaggi

La Grande Muraglia a Jinshanling

Abbiamo scelto questo tratto di Muraglia perché ancora fuori dalle rotte turistiche e solo parzialmente restaurato. Il restauro invasivo ed eccessivo effettuato nel tratto di Badaling, il più vicino a Pechino, ne ha estirpata l’essenza e la genuinità: bancarelle e corrimano occupano il tratto restaurato a tal punto da sembrare appena costruito. A Jinshanling, invece, la Muraglia è esattamente come in origine, salvo qualche tratto sistemato con le pietre originali, ed è collegata benissimo al tratto più orientale di Simatai, uno dei tratti più scenografici, impervi e impressionanti ancora oggi in piedi. Questo secondo tratto all’epoca della nostra visita era in restauro. Ci siamo rivolti allo YOUTH HOSTEL di Centipede Street a Pechino, e abbiamo scelto un tour in giornata ad un prezzo quasi ridicolo: con 20 Euro ci hanno accompagnati (3 ore circa di strada) al punto di partenza ed atteso al punto di arrivo. Una volta sopra la Muraglia, la sensazione è forte, il cuore batte all’impazzata e l’emozione indescrivibile, verrebbe voglia di percorrerla tutta, in ogni direzione. Ovunque si volga lo sguardo, si intravedono torri e torri a perdita d’occhio. Questo è forse il trekking più emozionante e più coinvolgente che io abbia mai fatto.

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Mondo

Il Grafene ed i Microbi Domestici

Questo il sunto della notizia che oggi mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. La scrivo così come l’ho letta, tentando di collocarla e dare la giusta dimensione alla scoperta:  “Un gruppo coordinato da Yuji Tanizawa è riuscito ad “addomesticare” dei microorganismi raccolti in un fiume vicino al campus universitario, nella prefettura di Aichi in Giappone, e ad utilizzarli  per produrre sottilissimi fogli di grafene.  Il Grafene, è un materiale innovativo dalle proprietà impressionanti:  E’ trasparente ma non si riga, è resistente come l’acciaio ma flessibile, conduce elettricità ed è arrotolabile”. Tutto qua. Per rendere l’idea, immaginate uno schermo touch screen arrotolabile ed indistruttibile da infilare nel taschino, prodotto biologicamente senza impatto ambientale da una squadra di animaletti invisibili.  Impressionante è dir poco. Domani tornerò a leggere la notizia. Anche perché, son pronto a scommeterci, nessun notiziario ne parlerà.

Liguria, Trekking

Cinque Terre, l’Alluvione e Trenitalia

Per festeggiare l’attesissimo arrivo delle maniche corte, ho portato Nicola alle Cinque Terre. Il Sentiero Azzurro non ha paragoni al mondo: camminare nel verde a picco sul mare da un paesino all’altro mi gonfia il cuore. Lasciata la macchina alla stazione centrale di La Spezia, ci siamo affidati alle Ferrovie ed abbiamo raggiunto Monterosso, la più settentrionale delle Terre. Ho scelto questa direzione ricordando con timore l’infinita scalinata che si incontra quasi immediatamente in direzione Vernazza, ma sapendo che, fatta quella, camminare in direzione sud è molto più piacevole e riposante del senso inverso, inoltre col sole nel punto giusto, è possibile regalarsi la prima abbronzatura senza la noia di sdraiarsi a cuocere su un telo e sprecare il proprio tempo. Abbiamo incontrato pochissime persone ed in vari tratti il sentiero è ora provvisto di una nuovissima staccionata in legno e di varie migliorie dopo le frane dell’inverno. Raggiungere Vernazza è comunque impressionante: già dall’alto si percepisce la portata di quella che è stata l’alluvione dello scorso autunno: il lungomare è completamente cambiato ed entrando in paese si affronta il crudo segnale di una tragedia più grande di quanto visto in TV. Rimaniamo in silenzio davanti ad una casa sventrata dalla portata del fango: alla nostra destra una camera da letto sospesa nel vuoto e dall’altro lato una cucina senza pareti. Tra le due porzioni il vuoto assoluto. In paese, camminiamo fra quel che resta di attività commericali ed abitazioni, tutte private di infissi e contenuto. Del fango però non resta niente, il paese è pulito e si incontrano tanti sorrisi fra gli abitanti ed i pochi commercianti che hanno potuto riaprire le attività. Ci sediamo a mangiare sul molo e riprendiamo a camminare verso Corniglia che superiamo dopo una breve visita. Purtroppo, è impossibile proseguire verso Manarola a causa di una frana ancora in corso di riparazione e siamo costretti a ritornare in stazione per raggiungerla in treno, il solo mezzo di trasporto possibile se non si ha una vettura propria. Nel nostro ridicolo Paese però è molto difficile tornare a casa col sorriso: quando non si incontra la fregatura si incontra sicuramente qualche furbo, uno o più maleducati o almeno uno a scelta tra i tanti disservizi a disposizione; sembra quasi una gara al rilancio. Nel nostro caso, la qualità impeccabile del Disservizio Italia consiste nello sciopero dei Treni. Sono le tre del pomeriggio e ci viene annunciata un attesa di due ore. Ci sediamo irritati su un muretto dove ci addormentiamo. Il treno naturalmente arriva soltanto alle sei. Raggiungiamo Manarola e riprendiamo il cammino, stavolta rapidissimo, pianeggiante e costellato da turisti, verso Riomaggiore. La nostra giornata sarebbe terminata qui, con tre ore di intoppo, troppo poche evidentemente per poter essere considerate contrattempo, e così Trenitalia ci sottopone ad una serie di annunci che superano qualsiasi barzelletta cominciando a strillare ritardi in successione aggiungendo del tempo all’annuncio via via precedente, con la cortesia di tradurre il tutto nel caratteristico Inglese maccheronico. E così, quando i minuti di ritardo diventano addirittura ottanta, perdiamo pure forza per arrabbiarci. Rientriamo a casa a notte fonda, con un ritardo accumulato di oltre cinque ore. Il solo pensiero che riesco a formulare è il seguente. Il nostro Paese, che negli spot pubblicitari, nelle campagne ruffiane dei Ministeri e nell’immaginario collettivo continuiamo a voler chiamare il Belpaese, resta un semplice vecchio stivale infangato: per quanto strofinato, sciacquato, rammendato, rimane un vecchio stivale dove lo sport preferito dal cittadino medio metterla in quel posto al prossimo, dove il manifestante ambientalista si raduna in piazza lanciando mozziconi di sigarette a terra, dove il vegetariano moderno grida all’assassinio di agnelli dentro a scarpe di coccodrillo, dove il no-global tatuato denuncia il sistema dall’iPhone e dove, se c’è sciopero, va fatto. Per cosa si sciopera? Che importa, per qualcosa sicuramente.  Quasi un miracolo se alcuni turisti trovano il coraggio di tornare una seconda volta, certamente una fortuna che non abbiano già smesso di arrivare.