Fotografia, Toscana, Web

Prato in Uno Scatto

Il gruppo Instagramers Prato premia settimanalmente gli scatti più belli dalla nostra città. Incuriosito, ho subito postato una foto che avevo fatto durante le feste di Natale dal Cavalciotto di Santa Lucia, ed ho vinto. Ecco l’articolo pubblicato da Pratosfera con tanto di intervista: Prato in Uno Scatto

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Cinema

I dieci film che non smetto di (ri)vedere

  1. Il Colore Viola: non c’è niente da fare, questo film mi appassiona ( e ossessiona) da sempre. Potrei guardarlo ogni giorno, e ogni giorno venire travolto e sconvolto, rapito e appassionato, finendo nel solito inevitabile bagno di lacrime guardando Mister che, sullo sfondo di Celie e Nettie che giocano da vecchie, sorride e si pente della sua cattiveria.

  2. Il Favoloso Mondo di Amélie: il surreale altruismo della protagonista, circondata da bizzarri personaggi prigionieri delle rispettive solitudini, filtrati in rosso-verde e la sceneggiatura favolesca e gonfia di sentimento senza essere sentimentale né sconfinare nello stucchevole, sono come un magnete.

  3. Edward Mani di Forbice: il tema della diversità raccontato nel modo più buffo, insolito, drammatico e straordinario. Lo stomaco che sobbalza e si stringe nel crescendo di ingiustizie senza colpa né colpevole e gli occhi che si riempiono della neve che cade sul finale.

  4. La Città Incantata: sullo sfondo sottile del tema ecologico, rivelato soltanto sul finale e comprensibile solo allo spettatore attento, si srotolano tutti i valori più cari alla cultura Giapponese, dall’amore per la famiglia al coraggio, dall’umiltà all’amiciza, dall’autostima al rispetto, passando per la conoscenza dei propri démoni. Credo sia il solo film nel quale nessuno è veramente buono o veramente cattivo, né giusto né sbagliato. Ognuno è sé, nient’altro.

  5. Mine Vaganti: continuo a riguardarlo soprattutto per le sonore risate che mi regala, ma anche per l’affascinante mondo delle menti ignoranti, dell’arroganza fasulla e del cervello collettivo. Quando, cioè, a costo di giocarsi il pensiero, alcune persone preferiscono fondere le proprie idee con quella della gente, in un moralismo di facciata che, come qui appare chiaro, a malapena copre i propri peccati.

  6. Pomodori Verdi Fritti: il trionfo dell’amore e dell’amicizia oltre l’aspetto, l’età e il contesto. Soprattutto, una Jessica Tandy da innamoramento e Kathy Bates superlativa.

  7. Il Signore Degli Anelli: pensare che non amo combattimenti, armature e spade. Nonostante ciò, questa epopea che avvicina lo spettatore ai protagonisti così tanto e così bene catapultandolo in un mondo tanto meraviglioso quanto spaventoso, riesce sempre a trasportarmi completamente nella storia ed il finale, gcosì sofferto e così faticato, è gonfio come pochi della forza dell’amicizia, nella scena dell’addio fra Frodo e Sam, che ogni volta mi fa scoppiare il cuore.

  8. La Vita è Bella: e qua, non servono troppe parole per motivare la visione ripetuta, anche se cento visioni non sarebbero sufficienti a spiegare il genio assoluto di Roberto nell’affrontare l’argomento più orrendo della storia in chiave comica.

  9. Big Fish: le storie di una vita incredibile: struggente e visionaria storia che racconta il momento in cui da figli ribelli e sfuggenti diventiamo adulti e riusciamo ad osservare i propri genitori con occhi diversi, perdonando e cancellando vecchi rancori e preparandoci alla successiva inversione dei ruoli.

  10. Lo Specchio della Vita: un film fuori dal suo tempo, gli anni sessanta, che oggi più che mai andrebbe riguardato per ammirare la capacità del regista, per nulla scontata allora, di trattare il tema della vergogna, del razzismo e della famiglia diversa.

E voi, invece?

Libri

OZ, finalmente al completo!

il-mago-di-oz-libroProfondamente innamorato della collana I Racconta Storie, uscita a fascicoli con audiocassetta nel 1983-1984, fui felicissimo quando mia cugina Francesca decise di iniziare la successiva collana di audio fiabe a fascicoli, uscita nel 1985, ma non avrei mai potuto immaginare che, nella sua cameretta sul tappeto appoggiati al letto, ascoltando e sfogliando il numero 1 de I C’era una volta, avrei subito un innamoramento così fulmineo e profondo per Il Mago di Oz. La voce narrante era quella di Paolo Poli, il che, naturalmente, rendeva tutto ancora più magico, con le diverse voci che Poli era in grado di attribuire a ciascun personaggio e la sua narrazione teatrale e perfetta. Per qualche anno ho creduto che la storia si completasse col ritorno a casa di Dorothy, finché nel 1988 comparve in TV il manga giapponese omonimo che portò anche da noi le avventure di Tip, Ozma, Tic-Toc, Mombi, il Re degli Gnomi e tante altre avventure delle quali mai avevo sentito parlare. Fino a pochissimo tempo fa, infatti, i libri di Lyman Frank Baum sul Regno di Oz successivi al primo non erano mai stati tradotti in Italiano. Alcune Case Editrici avevano tradotto il secondo, ed una soltanto, online, aveva fatto una prima traduzione del terzo libro, Ozma di Oz. Finalmente, oggi, Robin Edizioni mette a disposizione ben dodici dei sedici libri della saga, tutti meravigliosamente illustrati e tradotti in italiano. L’intera collana è disponibile in librearia e su IBS.It, ed anche in formato e-book, anche su iTunes.  Non ho saputo resistere un minuto in più dalla scoperta, e così, immediatamente dopo essermi imbattuto nella notizia, ho scaricato gli e-books e cominciato a viaggiare ancora una volta sulla strada di mattoni gialli.

Ecco l’elenco completo della collana:

  • Il Mago di Oz
  • Il meraviglioso regno di Oz
  • Ozma, Regina di Oz
  • Il ritorno del Mago di Oz
  • La strada per Oz
  • La Città di Smeraldo di Oz
  • La Ragazza di Pezza di Oz
  • I magici racconti di Oz
  • Tic-Toc di Oz
  • Lo Spaventapasseri di Oz
  • Rinkitink a Oz
  • La Principessa perduta di Oz