Grecia, Viaggi

Grecia, Creta

Creta, la quinta isola del Mediterraneo per dimensioni, è un isola magica. La magia sta nell’aria che si respira poiché ovunque ci si trovi si percepisce un tranquillo e gradevole odore di storia, un odore dal sapore di timo e salvia che trasporta la mente alla civiltà Micenea, così ricca e misteriosa. Il mare è straordinario, di un azzurro intenso e pullulante di vita, con pesci che non avevo mai visto prima. La zona occidentale, appena scoperta dal turismo, conserva l’anima pacata e genuina del popolo locale, sempre sorridente e cordiale. Le strade tortuose salgono e scendono dai bruschi pendii rivelando sempre qualche sorpresa: magici paesi intatti, panorami mozzafiato, e, incredibilmente, anche foreste, grazie alle quote elevate delle montagne cretesi. Il cibo è delizioso ed economico e anche se il pesce è vario e ben cucinato, la tipicità risiede nei piatti di terra. Falasarna, dove ho alloggiato, ha rivelato di recente le rovine di un imponente città portuale fortificata dalle robuste mura e con una darsena enorme contenuta dentro la cinta muraria. Pare che un terremoto violentissimo, forse dovuto alla storica eruzione di Santorini, abbia sollevato il porto così tanto da renderlo inutilizzabile segnando così la fine di quello che era uno degli approdi principali del Mediterraneo. Chania, in italiano La Canea, mostra e difende con orgoglio le proprie origini Veneziane ed accoglie il visitatore con un dedalo di vicoli ricchi di negozi e ristoranti. Anche Rethymno ha origini Veneziane, qui però soffocate dall’eccessiva quantità di turisti che, provenendo dalla più attrezzata e mondana zona orientale, affollano le strade. Quasi ognuno parla inglese, persino gli anziani, quasi a voler ringraziare l’avvento dei voli Ryanair che li hanno salvati dalla crisi disastrosa degli ultimi anni. Ho potuto vedere appena un terzo dell’isola, abbastanza però da lasciarvi il cuore.

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Varie

Il Bel Paese è morto

Nell’ultima settimana, il quotidiano La Repubblica ha aperto una casella postale, denominata “vista da fuori”, per consentire agli italiani residenti all’estero di commentare lo stato del nostro paese così come viene percepito, appunto, da fuori. Stamattina ho letto con attenzione tantissime delle mail pubblicate. Le sensazioni che ho provato sono state vergogna, imbarazzo, dispiacere. Ovunque i nostri connazionali vengono scherniti con frasi dispregiative sul nostro paese, con battute sarcastiche di ogni genere e barzellette nelle quali l’Italia viene fuori, come spiegato da Repubblica, come un pezzo di Nord Africa e non più una parte d’Europa. Disprezzo ed orrore per le immagini da Napoli e le sue montagne di rifiuti, per lo stato di molti monumenti, per gli scontri di piazza, i continui scioperi e soprattutto per il nostro Premier, ormai considerato dai più un dittatore. Le domande più diffuse sono  “ma perché voi italiani non lo cacciate? Se veramente non vi piace com’è possibile che sia ancora al suo posto?”. E la risposta qual è? non lo so proprio. Sembra come se noi Italiani ci sentiamo fuori dalla politica, come se la vivessimo passivamente al pari di un qualunque gossip e non ci importasse in alcun modo attivarci per porre rimedio alla situazione attuale. Personalmente, sono stanco di telegiornali, monologhi sterili, talk show e incursioni telefoniche che ogni giorno intasano l’informazione. Ieri sera ho inorridito davanti ai titoli dei telegiornali che anteponevano il discorso del Vaticano sul popolo di Facebook ed il caso Ruby ad una notizia come quella della strage di Mosca. Ma dove vogliamo andare? Forse è il caso di consegnare il nostro Paese nelle mani di qualcuno che lo meriti davvero e smetterla di crogiolarci su meriti artistici, storici o culinari. La verità è che ciascuna delle cose per cui l’Italia è famosa nel mondo positivamente appartiene al passato, del nostro presente soltanto immondizia.